Nel settimo album dei tedeschi Orden Ogan troviamo un concept fantascientifico di chiara ispirazione Cyberpunk. I nostri, forti del loro bagaglio tecnico-compositivo di perfetta matrice Prog/Power Metal, dopo averci raccontato in passato scenari da Far West su “Gunmen” e scenari apocalittici su “To The End”, ci regalano una sortita nel futuro mondo dall’intelligenza artificiale e del concetto di incontro-scontro tra uomo e robot con relativo epilogo sfavorevole per l’umanità (e tutto ciò pare concettualmente molto ispirato ad “I Robot” degli Alan Parsons Project). A questo asservono gli arrangiamenti elettronici come la voce filtrata di “In The Dawn Of The AI”, ad esempio. La precisione “chirurgica” dei passaggi più tecnici viene miscelata perfettamente con riff metallici di grande potenza ed una propensione alla melodia condotta in maniera compositivamente esemplare. Segnaliamo anche l’intervento chitarristico del grande Gus G. su “Interstellar”, nonché della vocalist dei Brothers Of Metal Ylva Ericsson a duettare con il cantante Seeb sulla malinconica “Alone In The Dark”. A parte tutto, pare che i nostri siano riusciti ancora una volta a creare e delineare un forte scenario narrativo all’interno di un album comunque ben equilibrato tra il tecnicismo e la grande energia tipici del Prog Metal. E nonostante il sotto-genere in questione stia passando un periodo di inflazione, pare che “Final Days” riesca abbastanza a distinguersi nel settore.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















