Secondo full-length per i riminesi Crawling Chaos, che tornano, dopo ben 7 anni, a rilasciare un album, questa volta sotto Time To Kill Records.
Queste 7 tracce ruotano attorno ad un concept, che ho anche avuto il piacere di sviscerare con la band, durante una delle mie chiacchierate in diretta su Radio FVIMI; incentrato su una figura senza volto, nella quale ognuno può sicuramente ritrovarsi…
La storia si apre con il protagonista che si trova, davanti ad una crisi, che però non arriva, come facilmente ipotizzabile, nel momento in cui tutto va male, ma quando proprio tutto potrebbe sembrare volgere al meglio.
Egli ha, infatti in mano il potere, ma si sente non appagato e per tanto, inizia il suo cammino alla ricerca di qualcosa che lo allontani finalmente da tutto il banale che lo circonda.
Tramite lo studio e tramite un incontro fortuito con un testo, il protagonista trova un’edizione particolare de IL PRINCIPE di Machiavelli, contenente una QUARANTANOVESIMA LEGGE , quella della DISPERAZIONE, che lo porterà a voler cambiare il mondo nella prima parte di questo lavoro.
Tutto è lecito, ma ben presto, tutto cambierà e tutto crollerà, cadrà il castello utopico e cadrà la voglia di rivalsa, fino ad arrivare all’amarezza e, alla disperazione stessa appunto…dopo quella di chi ha sofferto a causa del nostro condottiero, ora quella proprio del protagonista…
Musicalmente siamo su ambiti che, non ci farebbero subito pensare ad un concept album…
Qui infatti ci troviamo di fronte ad una colata di death metal che presenta delle influenze grindcore, quindi un’ulteriore scommessa che vi consiglio di abbracciare in toto!
Brani lunghissimi, ma mai noiosi, che si alternano a tracce brevi, senza un motivo ben preciso, ma la dilatazione di alcuni brani, segue esclusivamente il raccolto e la messa in atto del concept narrativo, una sorta di capitoli non solo scritti, ma anche musicati e musicali.
Basso devastante, perennemente presente, un growling che non ammette tregua, un’alternanza continua di melodia e brutalità sono le caratteristiche peculiari di questo lavoro che si rivela, ascolto dopo ascolto, un’autentica gemma nel panorama estremo italiano e non solo.
Quando la passione muove ogni cosa, malgrado non ci siano studi particolari sugli strumenti alle spalle, si arriva ad un’amalgama molto potente che ci restituisce un quartetto molto compatto.
Pensare che la band, speriamo presto, avrà modo di presentare in sede live questo album, mi mente in fibrillazione perché sarà sicuramente una di quelle esibizioni che, oltre a non far rimanere nessuno immobile, causerà un bel po’ di ossa rotte!
“…Unhappy the land that is in need of heroes…”
Voto: 8.5/10
Francesco Yggdrasill Fallico















