Siamo fermamente convinti che questo 2020, che volge al termine, sarà ricordato ovviamente per tutto ciò che sta avvenendo nel mondo e su questo non ci piove, ma aggiungiamo noi, rimarrà segnato anche per le innumerevoli ottime uscite discografiche, se rivolgiamo lo sguardo verso l’universo musicale, che tanto, fin troppo, è stato tra l’altro danneggiato dalla pandemia ancora in corso. Doverosa introduzione per cercare di dare voce ad una band storica, un’autentica icona del metal core, imbastardito, concedeteci questo termine non proprio consono ai nostri usuali canoni, da tanto, ruvido hardcore punk dall’energia sempre esplosiva e mai contenuta. Stiamo parlando degli americani Hatebreed, che in questo ultimo periodo dell’anno pubblicano un ottimo album, Weight Of The False Self. Album che non che non schioda assolutamente e minimamente gli americani, dallo stile a cui ci hanno ormai abituato da parecchi anni a questa parte. Questo nuovo lavoro è stato assemblato, pensato, prodotto e suonato proprio come hanno voluto loro stessi. Non c’è spazio per alcuna innovazione, qui hanno voluto semplicemente scaricare tutta la loro rabbia in brani come Instinctive, decisa e ruggente. Abbiamo imparato con questa formazione che se vogliamo, con la loro musica, possiamo farci male e anche parecchio, sbattendo a destra e sinistra tra le nostre mura domestiche, in auto o ancora meglio ai loro incendiari live show. Sì, perché è questo che producono brani infuocati come Let Them Roll, Set It Right o la classicheggiante hardcore song Weight Of The False Self. Ascoltando la potenza che scaturisce da altre schegge impazzite come Dig Your Way Out o The Herd Will Scatter, tanto per citarne appena due, chi cercherà mai l’innovazione all’interno di questa leggendaria band? Noi crediamo nessuno e non si avverte neanche questo bisogno perché fondamentalmente abbiamo bisogno un po’ tutti di album del genere, perché riescono a fare uscire fuori tutta la rabbia che ognuno di noi accumula dentro, facendola scemare fuori dal nostro corpo tramite l’energia prodotta. Paradossalmente Weight Of The False Self, con tutta l’energia e potenza all’interno dei brani, potrebbe avere un effetto rilassante…dopo l’ascolto ovviamente, perché si viene privati fisicamente delle proprie forze, concentrate a contenere un forsennato headbanging. Dodici brani per altrettanti pugni nello stomaco, gli Hatebreed sono tornati per fare ciò che gli riesce meglio, spaccare tutto senza temere niente e nessuno, critiche comprese.
Voto: 8/10
Sandro Lo Castro















