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Crimson Wind, “Abbiamo ampliato tantissimo la componente sinfonica”

Crimson Wind, “Abbiamo ampliato tantissimo la componente sinfonica”

"L’Italia ha dei grandissimi talenti, poco apprezzati nel nostro paese ma famosissimi altrove"

Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

[Andrea – Keyboards]: Beyond the Gates è il nostro 3° lavoro, un album che si discosta dei due precedenti non solo per la cover, nettamente diversa da quelle dei primi 2 album, ma anche per il contenuto in musica e testi. Il processo compositivo è stato lungo quasi 3 anni per cui abbiamo avuto modo di lavorarci veramente parecchio. E’ un album introspettivo ma non astruso, probabilmente più maturo dei precedenti ma anche più moderno. Abbiamo ampliato tantissimo la componente sinfonica e sfruttato soluzioni musicali e vocali nuove e originali. Il risultato che potrete ascoltare è dovuto all’equilibrio compositivo e di songwriting della combo costituita da me, dai 2 chitarristi (Peppe ed Enrico) e da Guido.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

[Claudio – Drums]: La band è nata dalla volontà mia e di Niki (basso) di formare un gruppo con forti ascendenze power ma con una propria personalità che potesse distinguersi dal resto della “massa”. Io e Niki abbiamo individuato 3 talenti di Palermo, Emanuele Bonura (ex chitarrista), Alessio Taormina (ex frontman) e Diego Galati (ex tastierista), li abbiamo coinvolti nel progetto e con loro è iniziata l’avventura dei CrimsonWind

Come è nato invece il nome della band?

[Claudio – Drums]: la scelta del nome è stata complessa. All’inizio, dopo la formazione del gruppo, non eravamo riusciti a trovare un nome che ritenessimo adatto, che fosse bello ma non banale e che rispecchiasse un po’ lo spirito di quello che si proponeva di fare la band. Poi una sera mi è arrivata l’illuminazione accostando le due parole vento-cremisi. Mi è subito piaciuto, ha convinto anche gli altri e da li è nato il nome “CrimsonWind”

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

[Guido – Vocals]: innanzi tutto cerchiamo di non scrivere testi banali o blasonati. I nostri album hanno come tema centrale l’uomo nel suo intimo, nei suoi difetti, nelle sue paure e nei suoi “mostri”. I testi sono quindi una componente centrale del nostro iter compositivo e sono importanti al pari della musica perché non amiamo appiattirci alle classiche tematiche proposte delle altre band del panorama power metal

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

[Guido – Vocals]: ce ne sono diversi. Intanto non ci ripetiamo mai, ogni album è totalmente diverso dal precedente e gli album non possono essere definiti solo “power” o solo “symphonic”. Le nostre diverse estrazioni musicali creano una amalgama di stili che non può non farsi notare, anche se le varie anime che ci caratterizzano (power, thrash, progressive, classica..) non fanno a botte fra loro ma concorrono tutte a creare l’atmosfera e garantire il risultato che cerchiamo: essere diversi dagli altri, non emulare nessuno. Penso che questo sia il nostro più grande tratto distintivo.

Come nasce un vostro pezzo?

[Andrea – Keyboards]: in questo ultimo album i ragazzi hanno lasciato che io componessi quasi tutti i pezzi. Il processo creativo mi riesce abbastanza naturale, ho sempre idee e melodie che mi frullano per la testa. I brani che ho composto io sono arrivati abbastanza spontaneamente: mi svegliavo con una melodia in testa, la scrivevo al computer, aggiungevo l’orchestra, poi il testo. Enrico e Giuseppe hanno contribuito poi con le loro chitarre a conferire aggressività e ritmo, mentre Guido ha partecipato alle linee vocali e qualche testo.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

[Andrea – Keyboards]: personalmente sono molto legato alla trilogia di Black Swan, brano che avevo concepito già anni fa ma che ha visto la luce solo con Beyond the Gates. Inoltre sono particolarmente legato ad Exodus e Whiiln perché sono brani fortemente autobiografici.

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

[Andrea – Keyboards]: Rhapsody of Fire, Kamelot, Nightwish e la musica classica. Ma anche Metalllica e Megadeth (si notino le chitarre trash che contraddistinguono l’album), Europe, Dream Theater, Symphony X, Pain of Salvation…. Devo continuare??

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?

[Giuseppe – Guitars]: difficile da dirsi, visto il periodo che l’intero mondo musicale sta passando. Al momento fare progetti è davvero complicato per cui ci stiamo limitando ad alcune interviste.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

[Giuseppe – Guitars]: chi lo sa, vedremo… non vogliamo precluderci nessuna opportunità futura. Quando la pandemia sarà sotto controllo vedremo…incrociamo le dita!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

[Niki – Bass]: l’Italia ha dei grandissimi talenti, poco apprezzati nel nostro paese ma famosissimi altrove. Basta citare gente come Michele Luppi, Alessandro Conti, Fabio Lione, Roberto Tiranti per capire il livello di preparazione che abbiamo in casa nostra, ma anche Mularoni e i suoi DGM, i Vision Divine, Alex Argento, Marco Sgogli…tutti artisti di prima categoria che sfondano all’estero mentre da noi restano sotto traccia. Vi siete mai chiesti il perché? La problematica principale che hanno loro (e noi allo stesso modo) è lo scarso sostegno da parte del pubblico italiano. Forse compriamo volentieri musica di import e non crediamo nei nostri artisti.

Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

[Niki – Bass]: entrambe le cose. Certamente ci ha fatto conoscere in giro e abbiamo una fanbase varia e solida, specie in Sud America. Dall’altro lato le piattaforme pirata ci tolgono vendite e Spotify e company lucrano sui nostri sforzi, vanificandoli del tutto. Spotify paga da 0.006 a 0.0084 dollari per ascolto: ma ci pensate?

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

[Enrico]: il genere che proponiamo è complesso e richiede abilità tecniche e teoriche che sicuramente non passano inosservate, quindi la risposta è si. Il mix fra stili diversi, dal power al progressive che potrete apprezzare nell’album fa si che le nostre capacità siano abbastanza evidenti, anche se non abbiamo giocato tanto a “shreddare” quando a creare dei brani che possano prendere l’ascoltatore per la loro qualità.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

[Enrico]: Fabio Lione e Russel Allen come ospiti su qualche brano, giusto per citare due giganti a cui ci ispiriamo. Per il resto siamo abbastanza una famiglia e aspiriamo principalmente a suonare fra di noi e far sentire la nostra musica.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

[Guido]: in questi tempi in cui la musica sembra non aver più valore e si appiattisce su se stessa, quando ascolti una nuova band e sembra suonare “uguale a qualcun’altra” noi abbiamo tentato di fare la differenza. Dateci una chance e ascoltate l’album, siamo certi che non ve ne pentirete. L’acquisto diretto dell’album digitale su Bandcam o fisico tramite contatto diretto sulla nostra pagina facebook è la linfa vitale per poter proseguire il nostro percorso. E’ un costo minimo per voi ma per noi vuol dire sopravvivere. Grazie a tutti coloro che vorranno sostenerci e credere nella nostra musica. Mi raccomando, visitate la nostra pagina Band camp e Facebook ed iscrivetevi al canale Youtube Crimsonwind Official!!

Maurizio Mazzarella

Tags: underground symphony
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