Orgogliosi portabandiera del Metallo Italico da parecchi anni sono gli Anthenora dalla provincia di Cuneo, la cui popolarità è arrivata a tal punto che in passato sono stati considerati una delle migliori cover-bands degli Iron Maiden della nostra penisola, finanche ad esser scelti da Nicko McBrain come sua band per diversi tour anche all’estero tra il 2002 e il 2004. Oggi i nostri ci presentano il loro quarto album, “Mirrors And Screens”, concentrato di Metallo Pesante senza alcun compromesso. Il mestiere si sente, la maturità compositiva altrettanto. L’ottima produzione dell’album, più orientata verso suoni da trucida e compatta macchina da guerra piuttosto che ad evidenziare eccessivamente i connotati di melodia (comunque debitamente presenti nella musica della band), mette in luce un quintetto risoluto ed esperto, di portata internazionale e pronto per affrontare una (spero) fortunata stagione live. Effettivamente, le influenze maideniane si sentono soprattutto nella maniera di caratterizzare i soli di chitarra, soprattutto quelli armonici. Però mai mi era capitato, almeno relativamente all’Italia, di imbattermi in un uso così certosino dei prediletti stilemi del Metallo Pesante d’origine anglosassone. Non è assolutamente utile un track-by-track. Nonostante la prolissità del lavoro (quasi un’ora di durata), invito l’ascoltatore ad unirsi al Culto del Metallo durante l’ascolto di questo ottimo album, la cui presenza sul mercato discografico nobilita lo stivale italico come fucina di ottimo Heavy Metal. Come dico spesso, questo vuol significar molto nel 2020.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















