Giunge alfine al secondo lavoro discografico il progetto personale dell’ex-chitarrista dei Dark Tranquillity Niklas Sundin. Se il materiale contenuto nel primo album dei Mitochondrial Sun si è rivelato stilisticamente eclettico, il secondo “Sju Pulsarer” appare invece piuttosto omogeneo. Ma non per questo monotono o poco ispirato. Tutt’altro. La natura delle composizioni, tutte strumentali, appare alquanto minimale. Questo è certo. E a parte l’incursione Ambient della finale “Noll Och Intet”, le sette “Pulsar” presenti nell’album presentano tutte un’ossessiva e frenetica struttura vicina al Black Metal… pur essendo arricchite dai consueti sprazzi di elettronica e da atmosferici synth, considerati in pratica come la “voce solista” di ogni brano presente. Descritto il connotato stilistico dell’album in questione, possiamo affermare che effettivamente le dilatate e al contempo frenetiche atmosfere di “Sju Pulsarer” riescono a dare idea delle esplosioni neutroniche nei nuclei stellari che Niklas vorrebbe rappresentare, cercando forse di stabilire paralleli tra un viaggio nel cosmo infinito a velocità frenetica e una profonda incursione nei meandri più profondi dell’esistenza. La natura minimale ed ossessiva del progetto fa sì che la visione nuda e cruda della Materia pulsante sia presentata a livello sub-atomico. Di sicuro mettendo in discussione, anche in modo violento, le tipiche certezze dell’essere umano… questo par rappresentare, senza remora alcuna, il secondo album dei Mitochondrial Sun. Un viaggio di breve durata (30 minuti abbondanti), poiché certe incursioni nell’Anima del Cosmo possono solo esser esperite per breve tempo. Se non si vuol essere assorbiti totalmente da ciò che s’incontra… perdendo la propria forma umana. A voi la scelta.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















