Quindicesimo album per Bon Jovi. Sono passati poco meno di quarant’anni da quando questo nome era solo una promessa del metal pop. Ne e’ passata di acqua sotto i ponti. Bon Jovi come vendite di dischi e presenze ai concerti e’ salito nell’Olimpo dei piu’ fortunati. Ha da tempo trasceso l’appartenenza rock per diventare una sorta di icona della musica popolare. Lo conoscono e lo apprezzano persone che con la cultura rock non c’entrano nulla. Ma John Bon Jovi resta un rocker e il tempo e la maturita’ gli hanno conferito sempre piu’ l’aura del cantautore rock. Un approccio tutto americano al tutto, sulla scia di un Bruce Springsteen e di un Bob Seger per intenderci. Quel celebrare il titanismo quotidiano dell’uomo della strada di fronte allo scorrere della vita con le sue gioie e con i suoi drammi. Il titolo del disco ci parla di un anno, il 2020, che sara’ ricordato per tanti motivi, non certo piacevoli. Abbiamo avuto una pandemia che ha mutato la vita di tutti noi. Abbiamo avuto, in America e nel mondo, la drammatica riproposizione del mai sopito problema razziale. E le recenti elezioni americane hanno mostrato un mondo di conflitti, di spaccature e di lacerazioni. John Bon Jovi si fa interprete di queste inquietudini a modo suo, con un piglio maturo e riflessivo. A cominciare dalla copertina che lo ritrae in una posa pensierosa che richiama direttamente un’immagine del Presidente John Flitzgerald Kennedy del 1962. Il 1962 e’ anche l’anno di nascita di John Bon Jovi (incidentalmente anche di chi scrive!) e quindi tutto sembra un infinito carosello di corsi e ricorsi storici, di cose che covano nel passato e che riesplodono nel presente. L’iniziale Limitless, gia’ nota da mesi come singolo, e’ ritmata e impetuosa. Si parla di uno stile di vita vorace e onnivoro votato al volere tutto senza limiti. Ma, come ci dice il testo, non e’ nella ricerca affannosa di cose materiali che conviene investire. Do What You Can, brano immediato e diretto, ci parla della pandemia e di come ognuno di noi, rispettando se stesso e gli altri, possa fare la propria parte per uscire dal tutto. American Reckoning e’ una ballata intimista che ci parla di tutto cio’ che e’ scaturito dall’uccisione di George Floyd, del movimento Black Lives Matter e dell’eterna e non ancora risolta lotta contro il razzismo. L’armonica ci ricorda alcune atmosfere springsteeniane. Un bel riff ci introduce Beautiful Drug. Non e’ una canzone che esalta la droga. E’ una canzone che al contrario ci ricorda che la droga piu’ bella non puo’ che essere l’amore. E l’amore trova nella famiglia lo sbocco ideale, come ci racconta l’intensa ballata acustica Story Of Love. Ancora piglio springsteeniano in Let It Rain. La pioggia puo ‘essere una dura pioggia, come gia’ ci diceva l’antesignano di tutti i cantautori, Bob Dylan. Ma noi possiamo ripararci e salvarci da tutto il negativo che puo’ pioverci addosso. Ancora atmosfere acustiche in Lower The Flag, un brano che ci parla della facilita’ con cui in America le armi siano alla portata di tutti. E quindi ci parla delle tragedie che derivano da cio’, uccisioni e stragi di innocenti per futili motivi. Anche da noi tanta gente crede che possedendo le armi si stia piu’ sicuri quando invece puo’ bastare un nulla per causare la morte di qualcuno. Atmosfere notturne in Blood In The Water, un brano delicato che ancora una volta vuole rassicurarci, darci forza rispetto all’incombere di eventi negativi. Torna il rock energico in Brothers In Arms. La chiusura di 2020 e’ affidata ai sei minuti drammatici e incalzanti di Unbroken, Una antiwar song che che non sfigurerebbe accanto ad altre gia’ famose. 2020 e’ il disco di un artista maturo che ci mette a disposizione la propria sensibilita’ e la propria esperienza per confortarci. A fianco di John Bon Jovi troviamo il chitarrista Phil X, il tastierista David Bryan, il bassista Hugh McDonald e il batterista Tico Torres. Alla fine dell’ascolto ci convinciamo che forse il rock and roll non puo’ cambiare il mondo, ma che puo’ sempre servire a renderlo un posto migliore per vivere.
Voto 9/10
Silvio Ricci















