Qui ci troviamo difronte ad uno dei numi tutelari del Melodic Rock Americano. Jim Peterik, tastierista/songwriter dei leggendari Survivor. Colui che compose classici sempreverdi come “Eye Of The Tiger” e “Burning Heart”, e che ha posto la firma su altri grandi classici del genere (non da ultimo facente parte dei The Ides Of March, assieme al singer Toby Hitchcock, anche lui presente sull’album in esame). Oggi, il grande Jim conduce il suo progetto personale, di cui è tastierista, polistrumentista e non da ultimo singer e songwriter. I Pride Of Lions, che freschi di contratto con la Frontiers Records (chi altro sennò?) ci propongono un album come “Lion Heart” dove il nostro si cimenta nella proposizione di una dozzina di songs in cui esplora tutto lo spettro sonoro del miglior Melodic Rock, anche con una certa variegatezza. Tra le songs più trascinanti ed energiche come l’iniziale title-track e quelle più poppeggianti “We Play For Free” e “Good Thing Gone”, con arrangiamenti pregni di nostalgiche ma sciccose tastiere Casio di solida tradizione ’80s, fino ad arrivare al feeling epicheggiante di brani come “Flagship” e “Rock & Roll Boom Town” e la finale, delicata ballad “Now”, il nostro ci dimostra ancora cosa sia un album AOR/FM Rock con le contropalle fumanti. Aiutato dalla consueta produzione sciccosa come Frontiers Records comanda, e da una band affiatata e conscia delle proprie possibilità. Qualche perplessità potrà certo suscitarla la performance vocale dello stesso Peterik. Non canta male, non sto dicendo questo, però si può dire che la sua voce, dal registro non eccessivamente alto e quindi apparentemente non perfettamente “tagliata” sul genere proposto, ha di sicuro le sue peculiarità espressive… anche se a mio avviso non a tutti potrebbe piacere (e parlo anche degli AOR-maniacs). Ma a parte questo piccolo dubbio, non abbiamo davvero nessun appunto da fare al nuovo album del progetto del grande Jim Peterik. Che si dimostra all’altezza della sua leggenda, tanto da strumentista quanto da songwriter. Che gl iOcchi della Tigre siano con lui. Sempre!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















