Roberto D’Aniello, tarantino, amante della musica e della batteria in particolare, in possesso di uno degli strumenti più grandi d’Europa, ha realizzato un video fatto di luci per ricordare Stefano D’Orazio nel cielo stellato di Taranto. Un’idea fatta di sentimenti, che ha riempito i cuori di una città intera, che anche grazie al costante impegno del maestro e collega Claudio Frascella, ha da sempre avuto un legame particolarmente sentito con tutti i membri dei Pooh.
Roberto, la città di Taranto, da sempre, ha avuto un legame particolare con i Pooh. Come nasce il tuo amore per questo gruppo?
Taranto ha sempre avuto un legame particolare con i Pooh, questa città è casa loro, lo hanno sempre affermato. Il mio legame con loro va avanti da tantissimi anni, li seguo dagli esordi. Musicalmente nasco con altri generi, ma sentendo loro mi sono avvicinato alla musica italiana.
Tu sei un batterista, il tuo amore verso Stefano va oltre l’arte….
Amo la batteria, ma non sono un vero e proprio batterista. Ho una delle batterie più grandi d’Europa, ma tra le tante batterie ho una uguale a quella di Stefano D’Orazio e in questi giorni la posizionerà nel salone della mia casa. Posso dire che dopo che Stefano ha scritto il suo ultimo libro, ogni sera prima di addormentarmi leggevo tre pagine. Mi farà compagnia ancora, di certo con un alone di tristezza. Leggere però le sue parole mi ha sempre trasmesso un’allegria particolare. Il suo libro è sempre sul mio comodino, lo reputavo quasi uno di famiglia.
La città di Taranto, d’un tratto, ha ammirato il tuo mix di luci con il logo dei Pooh ed il nome di Stefano. Come è nata questa idea, come è stata realizzata e perchè…
L’idea di fare quel video per Stefano, sia piaciuto a tanta gente, mi riempie di gioia; ma è solo una minima parte di ciò che poteva essere fatto per onorare la sua memoria. E’ stata una cosa fatta dal cuore e sapevo che tanti lo avrebbero apprezzato. L’ho realizzato con degli apparecchi laser e ho potuto proiettarla in tutta la città. Certo ho invaso qualche spazio privato con le luce, ma ho voluto fare un saluto tributato da chi lo ha visto ed anche da chi non l’ha visto, ma apprezzato.
Molti concittadini hanno apprezzato questo tuo gesto, cosa hai provato?
Orgoglio, ma tanto dispiacere. Questa cosa mi lega ad un evento triste, che avrei preferito non fare. Avrei preferito un compleanno, ma farlo per una cosa triste, fa male.
La notizia del decesso di Stefano è arrivata nella tarda serata di venerdì. Come l’hai appresa?
L’ho appresa tramite i social. Inizialmente pensavo ad una fake news, speravo non fosse vera, ma poi ha fatto il giro dei media ed ho compreso che era realtà.
C’è un evento della tua vita che ti lega a questo gruppo in modo particolare? Ma soprattutto che evento dei Pooh ricordi con maggiore affetto?
Ce ne sono tanti. In passato da ragazzo ho lavorato con loro in tanti tour. All’epoca si faceva un lavoro meno attento, facevo di tutto ed ho visto cose belle che spero di raccontare ai miei nipoti.
Domanda banale, ma mai scontata. Hai un disco o una canzone preferita?
Non saprei, certamente mi appassiona Parsifal, ma ce ne sono tante che mi permettono di chiudermi in me stesso. Sono di lacrima facile e questo mi fa commuovere spesso, magari è anche imbarazzante. La musica dei Pooh posso dire che mi emoziona sempre.
Da amante dei Pooh, cosa ti aspetti ora? Un evento per ricordare Stefano lo trovi adatto?
Da amante dei Pooh sono convinto che qualcosa si farà. I suoi amici per sempre non perderanno l’occasione di fare qualcosa di questa importanza per esprimere il loro dolore musicalmente. E’ una cosa che ho letto negli occhi di Roby, Red, Dodi e Riccardo. Tanti anni non possono essere dimenticati, la loro è stata un’impresa eccezionale da prendere come esempio. Sarebbe bello realizzare qualcosa dedicata a Stefano, come anche un brano. Di certo ci porterà commozione.
Maurizio Mazzarella
Si ringrazia sentitamente Claudio Frascella per l’idea















