I Doomraiser arrivano, dopo una bella gavetta in crescendo, al quinto album. I migliori doomsters romani, d’altro canto, hanno oramai alle spalle un’attività musicale attualmente entrata nel diciassettesimo anno. E tutta questa longeva esperienza viene appunto convogliata nella realizzazione di “The Dark Age Of Old Europa”, album di Doom Metal che più puro non si può. Vale a dire… incentrato quasi esclusivamente sui ritmi lenti e pesanti, atmosfere oscure, chitarre plumbee… insomma, sappiamo già di cosa stiamo parlando. Gli stilemi sono quelli-e-solo-quelli. Il fatto è che… sì, fino allo sfinimento ci è stato detto e ripetuto che questo particolare sottogenere di Metal è il più ostico e “monotono” che esista. Anche questo lo sappiamo. E allora? E allora, quando un disco è particolarmente ben fatto (e i Doomraiser non mi risulta abbiano mai mancato in questo), tutte le chiacchiere stanno a zero. Sfatiamo quindi questo mito: con la loro pesantezza, bilanciata da un’ottima musicalità, i Doomraiser stanno qui a dimostrare di essere un top di gamma tutto italiano. E che tra le ultime leve del Doom, non solo di casa nostra, non esistono solo ricalcamenti pedissequi e stanchi dei riffs dei classici Black Sabbath senza gusto né costrutto. Innanzitutto, i Doomraiser riescono nell’intento di costruire atmosfere oscure e velatamente epiche alquanto interessanti, con un gusto musicale che manca oggigiorno al genere, tranne poche e rare eccezioni (e mi tornano in mente tra queste anche i mitici Beast Master). E poi… e poi, il disco è talmente ben fatto che risulta “addirittura” piacevole all’ascolto e, caso strano, mai veramente monotono, nonostante prevalgano i ritmi lenti. Segno che i nostri hanno portato il Doom Metal ad uno stadio qualitativo che nel passato è stato proprio di grandi nomi della scena italiana come Paul Chain e i The Black. E poi, i testi non sono niente male, caratterizzati come sono da suggestioni mitologiche (“Chimera”, “Tauroctony”), horror (“Häxan”) o addirittura ecologiste (“Terminal Dusk”). Allora… pensiamoci su due volte, prima di dare del monotono e palloso ad un disco di Doom Metal senza neppure averlo mai ascoltato. Una lezione giusta per tutti. Anche per il sottoscritto… che però segue la band fin dal primo album, quel già buonissimo “Lords Of Mercy” con cui nel 2006 iniziò il cammino artistico dei Doomraiser… cammino che finora è giunto al qualitativamente ragguardevole traguardo dell’attuale “The Dark Side Of Old Europa”. Doomraiser rappresentano quindi, oggettivamente e di fatto, un’ottima e ormai relativamente longeva realtà della scena Doom Metal nazionale. Tanto di cappello.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















